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TT1
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top
La mwjqtomba di Sennedjem, identificata con la sigla mwjgTT1 mwjw(Theban Tomb 1) è una delle mwkaTombe dei Nobilicite-ref-2[N 1]cite-ref-3[2] ubicate nell’area della cosiddetta mwmqNecropoli Tebana, sulla sponda occidentalecite-ref-4[N 2] del mwngNilo dinanzi alla città di mwnwLuxorcite-ref-5[N 3]cite-ref-6[3], in mwqaEgitto. Destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie del mwqqNuovo Regno, l'area venne sfruttata, come necropoli, fin dall'mwqgAntico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la mwqwXXVI dinastia) e mwraTolemaico.
Contents
• Titolare
• Note
• Fonti
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Titolare
TT1 Era la tomba di:
| Titolare | Titolo | Necropoli [ N 4 ] | Dinastia/Periodo | Note [ N 5 ] |
|---|---|---|---|---|
| Sennedjem | Servo nel Luogo della Verità [ N 6 ] [ 4 ] (artigiano reale) | Deir el-Medina [ 5 ] | XIX dinastia ( Sethy I - Ramses II ) | a sud e non lontano dalla sommità della collina; sotto e leggermente a nord della TT2 |
Biografia
Sennedjemcite-ref-12[N 7]cite-ref-bruyere-13-0[6] viveva a mwegDeir el-Medina, nel villaggio, fondato da mwewThutmosi I, riservato alle maestranze che erano impiegate nella costruzione e successiva manutenzione delle sepolture, sia reali che dell'ampia area nota come mwfaTombe dei Nobili. Figlio di Kabekhnet, Servo di mwfqAmon nella Città del sud (mwfgTebe), e Tahennu; Iynferticite-ref-14[N 8] fu sua moglie, Khonsu e Khabekhnet (titolare della mwhaTT2) due dei suoi figlicite-ref-15[N 9]. Moglie di Khonsu fu Takemetcite-ref-16[N 10], mentre di Khabekhnet è noto che avesse due mogli (di cui forse una di nome Rosu e l'altra, come la madre, Tahennu) e che due dei suoi numerosi figli si chiamavano Sakh e Isiscite-ref-bruyere-13-1[6]cite-ref-17[7]cite-ref-18[8].
Archeologia
Scoperta intatta, nel 1886, da abitanti del luogo, venne presa in consegna il giorno successivo, 1 febbraio 1886, da mwmwGaston Maspero evitando così danni ulteriori oltre quelli già causati alla porta di accesso, che risultava ancora imbullonata, e ad architravi e ritti. La tomba ed il suo corredo si presentavano ancora intatti e le operazioni di svuotamento si svolsero nel corso di due campagne pluriennali, la prima dal 1917 al 1924 e la seconda dal 1928 al 1930. All'atto della scoperta TT1 conteneva oltre 20 sepolture (9 in sarcofagicite-ref-19[N 11] e le altre semplicemente avvolte in bende) molte delle quali sicuramente ascrivibili alla famiglia del titolare Sennedjem.
Descrizione
La tomba di Sennedjem, con la sua sovrastruttura costituita da una piramide e dall'appartamento funebre sotterraneo, si trova all'interno di un cortile sopraelevato rispetto al piano di campagna, cui si accedeva per il tramite di una scala, ed è affiancata da altre due cappelle dette del "nord" e del "sud", tutte sovrastate, in origine, da piramidi alte circa 7 mcite-ref-20[N 12]; la cappella nord era dedicata al figlio Khonsu, mentre la cappella sud a un non meglio identificato Tjaro verosimilmente padre della moglie, e quindi suocero, del titolare di TT1. Il cortile antistante le tre cappellecite-ref-21[N 13], in cui si aprono due pozzi contrassegnati dai progressivi 1182 e 1183cite-ref-22[N 14] era originariamente diviso in due da un muro che separava le due cappelle relative a Sennedjem da quella di Tjarocite-ref-23[N 15].
Della parte esterna, costituita da due piloni, dal cortile e da una cappella con piramide, non è rimasto nulla tranne i mwuwpyramidion: uno rinvenuto in frammenti tra le rovine e ricostruito, l'altro oggi al Museo di Torino. L'ingresso della tomba era protetta da una porta in legno di sicomoro, dipinta di giallo, con scene tratte dal capitolo 17 del Libro dei Morti ed oggi conservata al mwvaMuseo egizio del Cairo. L'intero ipogeo presentava colorazione ocra, sia ad imitazione del colore del papiro, sia per ricordare quello dell'oro intesa come carne degli dei. Un pozzo nel cortile, a breve distanza dalla cappella centrale, dà accesso all'appartamento funerario sotterraneo.
La tomba presenta pitture parietali particolarmente ricche di mwvgdecorazioni con complicate scene tratte dal mwvwLibro dei morti e, per la qualità, è stata ipotizzata la stessa mano di artista che aveva decorato la tomba di mwwaNefertari. Sono anche raffigurati il padre di Sennedjem, Khabenkenet, il figlio Bunakhtef, mwwqsacerdote vestito con una pelle di leopardo; il figlio Rahotep figura rappresentato su una barca, mentre il figlio Khonsu, in quanto erede del padre e come prete mwwgsemcite-ref-24[N 16], officia il rito della mwxwApertura della bocca sulla mummia del genitore.
Molto nota è anche la rappresentazione di Sennedjem, al cui fianco siede la moglie Inyferti, che gioca al mwyqsenet spostando una pedina; in luogo dell'avversario, una mwygtavola delle offerte. Questo perché la partita giocata è il simbolismo della faticosa strada verso la rinascita e che finirà solo quando il defunto sarà dichiarato giustificato.
Tra le varie suppellettili, tipiche dei corredi funebri, sono stati rinvenuti due mwzaostrakon contenenti parti delmwzqle avventure di Sinuhe.
Il corpo del titolare di TT1 era sepolto in un doppio mwzwsarcofago di cui il più interno, antropoide, recava una maschera funeraria; la moglie Iyneferti era deposta in un sarcofago antropoide ed analogamente era dotata di maschera funeraria, così come il figlio Khonsu che riposava in un duplice sarcofago di cui il più interno antropoide. Nella stessa sepoltura venne rinvenuto anche un sarcofago contenente la mummia della moglie di Khonsu, Takemet. Di altri quattro corpi non è stato possibile risalire con certezza alla parentela con il titolare Sennedjem essendo più probabile si tratti di figli di Khonsu e, quindi, nipoti del titolare di TT1. Le suppellettili funerarie, disseminate in varie collezioni nel mondo, comprendevano mw0avasi canopi, mw0qushabti e parti di mobiliocite-ref-25[9]. I pezzi più importanti si trovano al Museo egizio del Cairo, al British Museum di Londra, a New York e Berlinocite-ref-26[10].
La cappella a nord all'interno della tomba è dedicata al figlio di Sennedjem, Khonsu; qui è rappresentato anche un altro figlio di Sennedjem, Khabekhnet, la cui tomba, mw3aTT2, si trova a poca distanza.
Corredo funebre
Gran parte del corredo funebre costituito da vasi, mobilia e alimenti è oggi distribuito in numerosi musei mentre molti dei reperti non risultano ancora esposticite-ref-27[11].:
• mw7qMuseo egizio del Cairo:
• oggetti appartenenti a Sennedjem:
• sarcofago esterno di Sennedjem con scene dal mw8gLibro dei Morti (cat. 27301);
• sarcofago interno e maschera funeraria (cat. 27308);
• scatola dei mw9qvasi canopi (cat. 27307);
• sedia recante il nome del figlio Khabenkenet (cat. 27256);
• letto (cat. 27254);
• sei bastoni da passeggio (cat. 27310);
• oggetti della moglie Iyneferti:
• sarcofago, coperchio della cassa più interna dedicato alla madre dal figlio Khonsu e maschera (mwaqgMetropolitan Museum di mwaqkNew York, cat. MMA 86.1.5, MMA 86.1.6);
• scatola in legno con rappresentazione di gazzella (Museo del Cairo, cat. 27271);
• scatola per vasi canopi (Museo del Cairo, cat. 27306);
• sgabelli (cat. 27255a e 27255b);
• oggetti da trucco e vasellame (Metropolitan Museum, cat. MMA 86.1.7, MMA 86.1.8 e MMA 86.1.9);
• oggetti relativi al figlio Khabenkenet:
• scatola per ushabti (Metropolitan Museum, cat. 86.1.16);
• scatola per ushabti con rappresentazione di uomo (forse lo stesso Khabenkenet) e donna seduti (mwariMuseo nazionale danese di mwarmCopenaghen, cat. 3506);
• scatola per ushabti con analoga rappresentazione (mwaruMuseo di Stato "Puskin", Collezione Golenischev, cat. 3848);
• oggetti pertinenti a Esi, moglie di Khabenkenet (?):
• sarcofago (Museo del Cairo, cat. 27309);
• scatola per vasi canopi (Museo del Cairo, cat. 27304);
• oggetti relativi al figlio Khonsu:
• sarcofago esterno di Khonsu con scene dal mwar0Libro dei Morti (cat. 27302);
• sarcofago intermedio e sarcofago interno, scatola vasi canopi e maschera (probabilmente appartenenti a Khonsu) (Metropolitan Museum, cat. da 86.1.1 a 86.1.4);
• tre bastoni da passeggio (Museo del Cairo, cat. 27310);
• oggetti pertinenti a Tamaket, moglie di Khonsu:
• coperchio di sarcofago (mwasmMuseo egizio di mwasqBerlino, cat. 10859);
• scatola vasi canopi (Museo del Cairo, cat. 27305);
• altri ritrovamenti:
• scatola dipinta intestata a Ramosi (mwaskMuseo egizio di mwasoBerlino, cat. 10195);
• scatola per ushabti intestata a Ramosi (Metropolitan Museum, cat. da 86.1.15);
• scatola per ushabti intestata a Paraemnekhu (Metropolitan Museum, cat. da 86.1.14);
• due ostrakon con testo in mwas4scrittura ieratica recante l'inizio delle Avventure di Sinuhe (Museo del Cairo, cat. 25216).
Note
Annotazioni
cite-note-2N 1. ↑ La prima numerazione delle tombe, dalla numero 1 alla 253, risale al 1913 con l’edizione del "mwazmTopographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes" di mwazqAlan Gardiner e mwazuArthur Weigall. Le tombe erano numerate in ordine di scoperta e non geografico; ugualmente in ordine cronologico di scoperta sono le tombe dalla 253 in poi.
cite-note-71. le Tombe dei Nobili, benché raggruppate in un'unica area, sono di fatto distribuite su mwaaupiù necropoli distinte.
cite-note-82. Le note, sovente di inquadramento topografico della tomba, sono tratte dal "mwaakTopographical Catalogue" di Gardiner e Weigall, ed. 1913 e fanno perciò riferimento alla situazione dell'epoca.
cite-note-93. Set-Maat = "Luogo della Verità" era uno dei nomi con cui era noto il villaggio operaio di Deir el-Medina. Il villaggio era anche noto come Pa-demi, ovvero, semplicemente, "il villaggio".
cite-note-12N 7. ↑ Traducibile con "mwabaGentile Fratello".
cite-note-14N 8. ↑ "mwabqColei che viene in bellezza".
cite-note-15N 9. ↑ Dai rilievi parietali sono stati identificati almeno undici figli, anche se non è possibile stabilirne la progressione di nascita: Teti; Khabekhnet; Bunakhtef, detto Pakhar; Rahotep; Irynefer; Khonsu; Ramesu; Ahotep; Ranekhu; Hutep; Parahotep.
cite-note-16N 10. ↑ Genitori di Takemet, e perciò suoceri di Sennedjem, furono molto verosimilmente Tjaro, la cui tomba si trova nello stesso cortile, accanto a quella di Sennedjem, e viene indicata normalmente come "cappella del sud", e Taia nomi, entrambi, di origine mwabsHurrita. Tale derivazione straniera verrebbe inoltre confermata dal nomignolo con cui veniva chiamato uno dei figli di Sennedjem e Iyneferti, Bunakhtef, detto Pakhar, ovvero "il Cananita".
cite-note-19N 11. ↑ Erano contenute in sarcofagi di pregevole fattura, singoli o doppi, i corpi di Sennedjem, di sua moglie Iyneferti, di suo figlio Khonsu e della moglie Tamekat, nonché i figli di questi ultimi: Prahotep, Taashen, Ramose, Isis e Hathor. La tomba conteneva inoltre i corpi di due feti, racchiusi in semplici casse di legno dipinto di giallo, e altri undici corpi avvolti in semplici bende.
cite-note-20N 12. ↑ La prima cappella ad essere costruita fu quella di Tjaro (cappella sud), sovrastata da una piramide alta circa 7,50 m, con inclinazione di circa 50°, e con una facciata di circa 5 m. La cappella centrale, di Sennedjem, aveva una facciata larga circa 4,30 m ed era sovrastata da una piramide alta 7 m circa con un'inclinazione di circa 45°; di questa venne recuperato, in 13 pezzi, il mwacipyramidion quasi per intero ricostruito. La cappella nord, di Khonsu, venne costruita per ultima e ricavata nello spazio rimanente del cortile dopo le due precedenti costruzioni; si innalzava su una facciata di circa 3 m ed era alta circa 6. Il pyramidion di questa venne rinvenuto quasi intatto ed è oggi al mwacmMuseo Egizio di Torino.
cite-note-21N 13. ↑ Di circa 12 m x 9,5.
cite-note-22N 14. ↑ Il 1182 non ha connessioni con la TT1, scende per circa 6 m e adduce a due camere non iscritte; il 1183 è solo un pozzo che non ha sviluppo di alcun genere.
cite-note-23N 15. ↑ Si ipotizza (Bruyere 1959) che il muro divisorio nel cortile per separare l'area riservata a Sennedjem da quella relativa a Tjaro, sia stato eretto da successori parecchio tempo dopo i decessi poiché non si giustificherebbe una tale operazione, che rendeva praticamente impossibile ogni cerimoniale funebre, se Tjaro fosse stato effettivamente il suocero di Sennedjem.
cite-note-24N 16. ↑ Il "sem" era il prete, o l'erede, cui competeva la mwadacerimonia di apertura della bocca per consentire al defunto di vivere pienamente della mwadeDuat.
cite-note-28N 17. ↑ Una terza scatola si ritiene si trovi a Mosca, Collezione Golenischev mwaduMuseo di Stato "Puskin" (cat. 3853b).
Fonti
cite-note-14. mwaeamwaeePorter e Moss 1927,mwaei p. 1.
cite-note-32. ↑ mwaeymwaecGardiner e Weigall 1913.
cite-note-63. ↑ mwaesmwaewDonadoni 1999,mwae0 , p. 115.
cite-note-105. mwafemwafiTosi 2005,mwafm , Vol. II, p. 152.
cite-note-116. mwafcmwafgGardiner e Weigall 1913,mwafk pp. 18-19.
cite-note-bruyere-136. ↑ mwaf8mwagaBruyere 1959.
cite-note-177. ↑ mwagqmwaguFahmy 1959.
cite-note-188. ↑ mwagkmwagoPorter e Moss 1927,mwags pp. 1-5.
cite-note-259. ↑ mwag8mwahael-Qader 2011.
cite-note-2610. ↑ mwahqmwahuPorter e Moss 1927,mwahy pp. 4-5.
cite-note-2711. ↑ mwahomwahsPorter e Moss 1927,mwahw pp. 4-5, elenco confermato in edizione 1970.
Bibliografia
• citerefdonadoni-1999Sergio Donadoni, Tebe, Milano, Electa, 1999, ISBN 88-435-6209-6.
• citereftosi-2005Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto - 2 voll.-, Torino, Ananke, 2005, ISBN 88-7325-115-3.
• citerefrhind-1862(EN) Alexander Henry Rhind, Thebes, its Tombs and their tenants, Londra, Longman, Green, Longman & Roberts, 1862.
• citerefreeves-e-de-luca-2001(EN) Nicholas Reeves e Araldo De Luca, Valley of the Kings, Friedman/Fairfax, 2001, ISBN 978-1-58663-295-3.
• citerefreeves-wilkinson-2000(EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
• citerefgardiner-e-weigall-1913(EN) Alan Gardiner e Arthur E.P. Weigall, Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes, Londra, Bernard Quaritch, 1913.
• citerefredford-2001(EN) Donald Redford, The Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt, Oxford, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-513823-8.
• citerefwilkinson-1837(EN) John Gardner Wilkinson, Manners and Customs of the Ancient Egyptians, Londra, John Murray, 1837.
• citerefporter-e-moss-1927(EN) Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss, Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings. Vol. 1, Oxford, Oxford at the Clarendon Press, 1927.
• citerefbruyere-1959(FR) Bernard Bruyere, La Tombe No.1 de Sen-Nedjem a Deir el-Medineh in Mémoires publiés par les membres de l'Institut Français d'Archéology Orientale (MIFAO), tomo LXXXVIII, Il Cairo, 1959.
• citereffahmy-1959(FR) Abd-el-Wahab Fahmy, La Tombe de Sennedjem à Deir el-Medineh. Croquis de position in Mémoires publiés par les membres de l'Institut Français d'Archéology Orientale (MIFAO), tomo LXXXX, Il Cairo, 1959.
• citerefel-qader-2011(EN) Adel Mahmoud Abd el-Qader, Catalogue of funerary objects from the tomb of the Servant in the Place of Truth Sennedjem (TT1), Institut Français d'Archéology Orientale (IFAO), 2011.
Voci correlate
• mwai4Storia dell'Antico Egitto
• mwajaNecropoli di Tebe
• mwajiTombe dei Nobili
• mwajqValle dei Re
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su TT1
Collegamenti esterni
• mwajk(EN) Unfolding Sennedjem's Tomb (PDF), su cs.dartmouth.edu.
• Disegni dai lavori di mwajsNorman e Nina de Garis Davies: mwajwtracings of Theban Tomb 1
• mwaj4Elenco delle tombe dei nobili visitabili:, su egittopercaso.net.
• mwaka(EN, FR) Informazioni sulla TT1:, su osirisnet.net. URL consultato il 21.02.2018.
• mwaki(EN) Bibliografia sulla TT1 in Theban Mapping Project:, su tmpbibliography.com (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2018).